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Io, Matera. Biografia di un organismo scavato

Io, Matera

Un libro sui Sassi di Matera, la città abitata e la sua trasformazione in patrimonio e immagine. Io, Matera racconta dall’interno un organismo scavato, rimosso e restituito allo sguardo contemporaneo.

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Dettagli dell'edizione

Dettagli dell'edizione

Lingua
Italiano
Formato
15,22 × 22,86 mm
Pagine
161
Legatura
Brossura
Stampa
Bianco e nero
Edizione
1

Io, Matera è un libro sui Sassi di Matera e sulla trasformazione di una città scavata, passata dalla condizione di luogo abitato e rimosso al riconoscimento internazionale. Giovanni Lorusso ricostruisce la storia urbana, sociale e simbolica di Matera affidando alla città stessa la voce del racconto.

Non è una guida turistica né una celebrazione fotografica dei Sassi. È la biografia di un organismo abitato, svuotato, restaurato e riconosciuto come patrimonio, fino al rischio contemporaneo di diventare soprattutto immagine. Il libro appartiene alla linea di ricerca Biografie di pietra di Varchi Books.

Io, Matera è un libro su Matera che attraversa architettura, città, patrimonio culturale e trasformazioni urbane. Matera raccontata dalla propria materia: pietra, acqua, grotte, soglie, figure e riti di una città scavata che ha conosciuto la fatica dell’abitare, lo svuotamento dei Sassi e la trasformazione in patrimonio. Io, Matera osserva ciò che accade quando un luogo vissuto diventa immagine e la bellezza rischia di nascondere il costo che l’ha prodotta. Nel volume GIOVANNI LORUSSO sviluppa il racconto a partire dalla materia e dalle immagini del proprio oggetto. Il libro fa parte della collana Biografie di pietra di Varchi Books.

Matera è diventata una delle immagini più riconoscibili d’Italia. I Sassi, la Gravina, la pietra chiara e le case scavate compongono una veduta che sembra ormai familiare anche a chi non ha mai attraversato davvero la città. Ma prima di diventare patrimonio, destinazione e immagine, Matera è stata soprattutto un modo difficile e preciso di abitare.

Io, Matera. Biografia di un organismo scavato entra nella città dalla materia che l’ha resa possibile. Pietra, acqua, grotte, cisterne, scale e soglie non sono lo sfondo di una storia umana: ne hanno determinato i gesti, le distanze, il lavoro del corpo e le forme della convivenza.

La voce del libro attraversa il Caveoso e il Barisano, la Civita, le case svuotate, le chiese rupestri, il sistema dell’acqua e i vicinati. Ricorda il momento in cui le condizioni di vita nei Sassi diventano un problema nazionale, lo sfollamento, il tentativo di trasferire altrove relazioni costruite dentro una forma urbana irripetibile e il lungo processo che porterà Matera dalla vergogna al riconoscimento.

Il racconto non termina con il riscatto. Quando la città viene recuperata, fotografata e desiderata, nasce una nuova domanda. Che cosa accade a un luogo quando la sua immagine diventa più facile da consumare della vita che l’ha costruita?

Matera diventa così un caso che supera Matera. Il libro osserva il destino di molti luoghi patrimonializzati: spazi nei quali ciò che era abitazione diventa esperienza, la ferita acquista fascino e la memoria rischia di essere levigata fino a coincidere con la propria rappresentazione.

Io, Matera non è una guida turistica e non cerca una nuova celebrazione dei Sassi. È la biografia narrativa di un organismo urbano raccontato attraverso ciò che lo ha tenuto insieme. La materia conserva il costo dell’abitare, lo strappo dello svuotamento e l’ambiguità di una bellezza che oggi attira il mondo.

La domanda che attraversa il libro resta aperta: quanta vita può lasciare andare un luogo prima che la sua bellezza cominci a mentire?

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